De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam...

Eloì, Eloì, lama sabactàni?

 

La consapevolezza che Cristo sia un simbolo creato dalla necessità di credere in una salvezza disponibile per tutti, indistintamente dalle proprie gesta, rende la fede vuota e ci consegna nell'oscurità spirituale. Eppure il simbolo non è vuoto, Egli esiste realmnete come prototipo della possibile resurrezione, ossia della trasmutazione della nostra essenza elementale corruttibile nel quinto elemento, immortale, di cui è costituito il "Cielo" mistico nel quale dimora Dio. Un simbolo che inevitabilmente va a sostituire quello di un Dio che non risponde, sordo alle preghiere e disinteressato alla sofferenza umana.

Dio ci ha abbandonato, e ha abbandonato anche suo Figlio, simbolo di sacrificio e sofferenza, che trova la sua immagine perfetta, prima che nella croce, nelle lacrime di sangue che egli versa per il suo destino. Secondo i Vangeli di Marco eMatteo, il Cristo muore dicendo: "Dio Dio, perchè mi hai abbandonato"...

 

L'uomo, nato di donna,
breve di giorni e sazio di inquietudine,
come un fiore spunta e avvizzisce,
fugge come l'ombra e mai si ferma.